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"L' esperienza ci insegna che a volte le parole entrano da un orecchio ed escono dall'altro..."
Questo detto può essere applicato a chiunque, ma è particolarmente adatto ad un bambino di nome Andrea, rimasto per sua natura testardo e deciso:
"Quando ho cominciato a dire di volere una moto ero ancora molto piccolo, e vedevo che nessuno prendeva la cosa troppo sul serio. Imparai quindi ben presto e sulla mia pelle che le parole, da sole, sono qualcosa di impalpabile se ad esse non fanno seguito le relative azioni.
Era il Febbraio 1999 quando, conclusi gli studi, decisi di accettare l'aiuto di un grande concessionario di moto, MOTOFOLLIA (per la serie "di nome e di fatto") che mi fornì una splendida Aprilia 125 S.p. anno '96, con la quale disputai alcune gare del campionato Italiano velocità che si inaugurò il 18 Luglio sul circuito di Imola. Così cominciò la mia "motoventura".

Sempre nello stesso anno partecipai ad altre 4 gare, sia a Misano che al Mugello, nelle quali però non riescì a qualificarmi per la partenza: i guasti meccanici, l'inesperienza, le cadute si rivelarono decisivi, così conclusi il campionato in modo non troppo positivo ma, come si suol dire, senza rimpianti!
Arrivò il 2000: era ora di ricominciare. Incontrai altre persone interessati nella mia "motoventura", persone che mi sponsorizzarono e mi spinsero a credere sempre più in me e nelle mie capacità.
Così partecipai al campionato Italiano velocità 125 S.p. con la stessa moto, ma di molto migliorata grazie all'utilizzo di aggiornamenti meccanici che la resero più competitiva e grazie anche all'aiuto di due grandi aiutanti: mio nonno Adriano e mio zio Gianluca che, grazie alla loro grande esperienza nel campo, mi garantirono un notevolissimo supporto tecnico.

Mi qualificai in 5 gare, di cui 3 disputate a Misano, concluse rispettivamente in 16°,14° e 12° piazzamento.
L'ultima gara non potrò mai dimenticarla: fu la mia prima sul bagnato!

Conclusi l'anno 2000 con una grossa soddisfazione: quella di essere riuscito a competere (almeno in parte), con piloti che provenivano da team ufficiali e che correvano con il supporto di grandi sponsor. Ed eravamo al 2001, la stagione sicuramente più significativa per me!
Acquisii un grande compagno di squadra: mio zio Gianluca che, nonostante le indecisioni degli inizi, si lasciò convincere dal sottoscritto ad imbarcarsi in questa avventura.

Per completezza: per convincerlo non ho dovuto faticare un granchè...

Grazie al supporto sempre più consistente dei miei sponsor riuscimmo a comprare due moto nuove, e ci qualificammo in tutte le gare.
Il grande impegno profuso, una migliore messa a punto meccanica, i sacrifici e la determinazione vennero coronati da un strepitoso 14° posto per mio zio e da un 18° posto per me in classifica finale."

"Non si può certo negare che l'uomo sia il frutto dell'ereditarietà e dell'ambiente…

...come non si può certo negare che la passione per la moto sia, nel mio caso, un fattore ereditario.
Sicuramente da mio padre, Giorgio Grillini pilota di velocità negli anni '70, non ho preso solo lo sguardo, la statura, la maniera di muovermi, ma anche qualcos'altro… l'amore per la moto.
Questo qualcosa ha motivato e sta motivando sempre più la mia vita e riesce a darle un senso, quel senso a cui ognuno di noi ambisce…

Avevo solo pochi anni quando, spinto dalla curiosità, andavo a vedere le gare di moto a Misano, circuito che tutt'ora preferisco per allenarmi e mettere a punto la moto, al Mugello, a Imola… ancora sento quei rumori, quelle grida, quell'eccitazione... ancora oggi che voglio creare il mio destino e che il mio carattere è formato. Quest'ultimo, prodotto degli influssi esterni cui sono stato sottoposto, è il carattere forte, determinato, sicuro e istintivo.

L'uomo è diventato pigro? Se non fisicamente quantomeno mentalmente? Forse è così, ma non generalizziamo...
Sono soddisfatto del cammino percorso fino ad oggi, ho agito con serenità; è vero,s ono caduto tante volte, ma mi sono sempre rialzato in piedi, con il proposito di essere sempre me stesso, solamente più saldo e più equilibrato di prima.
Mi hanno sempre insegnato che il successo è una montagna ripida e che bisogna cominciare dal fondo e arrampicarsi fino alla vetta…
Chissà se mio padre oggi sarebbe soddisfatto di me… non lo potrò mai sapere, ma una cosa è certa, e viene da lui: la voglia di scalare quella montagna è tanta!!!
Nonostante siano già 6 anni che corro in moto, lo spirito con cui vivo e affronto questa esperienza non è mutato.
Infatti, quando monto in sella, sono sempre animato dallo stesso entusiasmo: affronto la mia prova, massacrante certo, e piena di rischi, ma nel contempo tempo imprevedibile ed eccitante.

Nel corso degli anni, ho sacrificato, per poter vivere queste emozioni, molto del mio tempo libero e, non lo nego, anche molto del mio denaro; ho stretto i denti, ho faticato, ho lavorato tantissimo, e i risultati sono arrivati.
Nel momento in cui la gara prende il via, il rumore assordante dei motori che scalpitano in attesa di partire mi avvolge completamente, ed è quello proprio quello il momento in cui attorno a me non sento più nulla: le grida, il pubblico, niente se non il desiderio di far valere i sacrifici economici, fisici e mentali che sono i compagni della mia preparazione.

La corsa in moto richiede molta concentrazione, è una lotta senza quartiere, fatta di furbizia, di agilità, di coraggio, di profonda intesa tra l'uomo e la moto.
Il fatto di dovermi occupare anche dei miei sponsor rappresenta per me un impegno ulteriore, da portare avanti con franchezza e chiarezza, in cui cerco di pormi sempre con estrema serietà e sincerità: nello stesso modo tento di comportarmi nella vita di tutti i giorni.
"

Andrea Grillini




























Copyright 2009 Grillini PBR Bridgestone Team